{"id":1795,"date":"2024-03-24T16:50:27","date_gmt":"2024-03-24T15:50:27","guid":{"rendered":"https:\/\/svamv.site-preview.ch\/come-e-iniziato-tutto-la-mia-storia-di-alienazione\/"},"modified":"2024-12-18T17:18:19","modified_gmt":"2024-12-18T16:18:19","slug":"come-e-iniziato-tutto-la-mia-storia-di-alienazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/svamv.ch\/it\/come-e-iniziato-tutto-la-mia-storia-di-alienazione\/","title":{"rendered":"Come \u00e8 iniziato tutto: La mia storia di alienazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"is-style-lead\">Nell&#8217;anno del nostro anniversario, il 2024, lanciamo la nuova serie di blog &#8220;Esperienze di genitori single&#8221;, in cui condividiamo con te esperienze personali, richieste e consigli di genitori single.\nLeggi quanto \u00e8 doloroso quando una madre perde il proprio figlio quando si separano.\nIn passato, per la privazione della custodia.\nOggi attraverso l&#8217;alienazione.\nNon \u00e8 pi\u00f9 la magistratura, ma il bambino stesso a farsi portavoce del padre e a dire alla madre che non vuole pi\u00f9 vederla.    <\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come \u00e8 iniziato tutto, la mia storia di alienazione.<\/h3>\n\n<p>Sono una ginecologa.\nQuasi quindici anni fa mi \u00e8 stata tolta la custodia di mio figlio Marius, di quattro anni.\nLa motivazione generale era che ero pi\u00f9 interessata alla mia carriera che a Marius.\nIn particolare, fui accusata di lavorare di notte e nei fine settimana.\nQuesta esperienza mi ha scosso nel profondo.    <\/p>\n\n<p>Da un giorno all&#8217;altro, ho perso irrimediabilmente la mia quotidianit\u00e0 con il mio amato figlioletto.\nLe maestre dell&#8217;asilo nido, con le quali avevo sempre avuto un buon rapporto, non me lo affidarono pi\u00f9.\nDa quel momento in poi, &#8220;H\u00fcetemeitlis&#8221; e i vicini di casa si sono occupati di Marius quando il padre giocava a calcio la sera o non era disponibile.\nNon potevo\/dovevo pi\u00f9 cenare con mio figlio, metterlo a letto, leggergli una storia della buonanotte come prima o cantargli una canzone della buonanotte.   <\/p>\n\n<p>Nei giorni liberi durante la settimana, potevo vederlo solo se suo padre me lo permetteva.\nSolo a casa sua, mai a casa mia.\nMentre prima della separazione mi occupavo di mio figlio per almeno la met\u00e0 del tempo, in seguito potevo vederlo solo ogni due fine settimana.\nIn gergo legale, c&#8217;era scritto: &#8220;La parte del procedimento \u00e8 autorizzata a portare il figlio a farle visita ogni due fine settimana dal venerd\u00ec alle 19:00 alla domenica alle 19:00 a proprie spese&#8221;.   <\/p>\n\n<p>All&#8217;epoca ho dovuto affrontare molte cose.\nOltre al dolore di non poter pi\u00f9 trascorrere la vita di tutti i giorni con mio figlio, ho dovuto sopportare la vergogna di essere una madre il cui figlio era stato portato via dalle autorit\u00e0.\nHo dovuto sopportare le domande e gli sguardi increduli degli altri: &#8220;Chiss\u00e0 se \u00e8 tutto vero?\nDeve essere stato qualcosa!   <\/p>\n\n<p>Oltre all&#8217;amara consapevolezza del vile tradimento di cui era capace una ex persona amata, ho dovuto sopportare l&#8217;abissale delusione per le azioni e i fallimenti delle autorit\u00e0 e dei tribunali di ogni grado.\nSenza nemmeno ascoltarmi, hanno creduto alla favola del mio ex compagno sulla madre lavoratrice e sui &#8220;ruoli invertiti&#8221; nella nostra relazione e non l&#8217;hanno mai rivista.\nInfine, ma non meno importante, ho dovuto pagare gli alimenti.\nCon il reddito del lavoro che aveva fornito la giustificazione per portarmi via mio figlio.   <\/p>\n\n<p>Il dolore, la vergogna e l&#8217;impotenza di non poter cambiare assolutamente nulla mi hanno logorato.\nAlla fine, la disperazione era cos\u00ec grande che non volevo pi\u00f9 vivere.\nPer anni ho sofferto in silenzio e da sola, perch\u00e9 non sembravano esserci altre madri nella mia situazione.\nSolo padri.\nPer anni mi sono vergognata di essermi dimostrata cos\u00ec debole.\nPer anni ho creduto di non aver lottato abbastanza per il mio bambino, finch\u00e9 non ho deciso di elaborare le mie esperienze attraverso la scrittura terapeutica.\nCos\u00ec facendo, mi sono resa conto della situazione disperata e impotente in cui mi trovavo all&#8217;epoca e ho capito che dovevano esserci altre madri come me.\n<br\/>Che anche loro erano cos\u00ec stremate dal dolore e imbavagliate dalle catene legali che semplicemente non avevano pi\u00f9 la forza di parlare. Ecco perch\u00e9 ho deciso di scrivere la mia storia.\nIl risultato \u00e8 il libro<a href=\"http:\/\/www.iulia-varga.ch\">&#8220;No Marius&#8221;<\/a>.        <\/p>\n\n<p>All&#8217;inizio dell&#8217;estate del 2023 ho ricominciato a cercare mamme nella mia stessa situazione.\nAll&#8217;inizio ne ho trovate alcune in Germania, organizzate in modo approssimativo tramite i social media.\nIn seguito, attraverso vari contatti, ho trovato anche mamme in Svizzera.\n\u00c8 stato bello raccontare a me stessa e agli altri la mia storia di sofferenza.\nAllo stesso tempo, mi ha guarito sapere che tutti hanno vissuto la separazione dai propri figli come un&#8217;amputazione senza anestesia, che la mia stanchezza di vivere non era una debolezza individuale, ma quasi un&#8217;esperienza collettiva.\nE infine, ma non meno importante, che la separazione dai figli \u00e8 stata seguita da un ricovero in una clinica psichiatrica per tutti loro.     <\/p>\n\n<p>\u00c8 stato sorprendente per me rendermi conto che al giorno d&#8217;oggi i partner meschini e distruttivi non hanno quasi pi\u00f9 bisogno del supporto dei tribunali.\nLa concessione automatica dell&#8217;affidamento congiunto ha spostato il campo di battaglia.\nNon sono pi\u00f9 le autorit\u00e0 e i tribunali a essere ingannati con dichiarazioni ambigue, ma i bambini stessi.\nNon \u00e8 pi\u00f9 la magistratura, ma il bambino, cos\u00ec alienato, che diventa il portavoce del padre e a un certo punto dice alla madre che non vuole pi\u00f9 vederla.   <\/p>\n\n<p>Sono rimasta anche scioccata nel constatare quanta ignoranza ci sia sul fenomeno dell&#8217;alienazione, non solo tra il grande pubblico, ma anche negli ambienti terapeutici e legali. L&#8217;allontanamento di un bambino da un genitore viene sempre dipinto come una completa rottura dei contatti, anche se la gamma di espressioni \u00e8 varia. L&#8217;alienazione \u00e8 molto sottile. Marius, ad esempio, ha capito molto presto che suo padre era onnipotente: \u00e8 stato in grado di separarlo da me, la sua adorata madre, senza che nessuno si opponesse: n\u00e9 gli zii, n\u00e9 le zie, n\u00e9 le maestre d&#8217;asilo, n\u00e9 i giudici. Qualche mese dopo la separazione, a una festa di paese, quando mi sono avvicinata a lui dopo la sfilata dei bambini, era ancora in grado di articolare correttamente: &#8220;Pap\u00e0 ha detto che puoi salutarmi dal bordo, ma non dirmi &#8220;ciao&#8221;&#8221;. Oggi, per\u00f2, Marius non si rende pi\u00f9 conto del motivo del suo rifiuto. Pensa che me lo sia meritato.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Storie di alienazione di altre madri<\/h3>\n\n<p>Di recente una madre mi ha detto qualcosa di simile riguardo ai suoi figli ormai adolescenti: &#8220;Li tengo ancora con me, ma a che prezzo!&#8221;.\nSi \u00e8 separata dal marito per sfuggire agli abusi verbali e alle violenze fisiche e sessuali.\nOra deve sperimentare che suo figlio in particolare le fa del male, con le parole ma anche con i colpi.\nSenza alcun senso di colpa.\nCerca di contrastare le sue assurde razionalizzazioni e la sua veemente e presunta &#8220;opinione personale&#8221; con amore e dolcezza.\nCome madre, la capisco molto bene, ma come donna e femminista mi chiedo se non stiamo tradendo la nostra dignit\u00e0 e i nostri diritti una seconda volta adottando un atteggiamento cos\u00ec conciliante.\nPrima lo abbiamo fatto con i nostri ex mariti, ora con i nostri figli.      <\/p>\n\n<p>Tuttavia, non sono solo gli uomini forti e autoritari a fare pressione sui figli affinch\u00e9 si allontanino dalla madre.\nNemmeno una disputa legale tra i genitori \u00e8 un prerequisito per l&#8217;allontanamento, come dimostra la storia di un&#8217;altra madre svizzera.\nLa donna ha alle spalle una separazione modello; amichevole nel contesto della mediazione, con ovviamente la custodia congiunta e l&#8217;affidamento condiviso.\nAnche le finanze sono state divise tra i due.\nNonostante questa apparente equit\u00e0, l&#8217;accordo &#8220;i bambini passano met\u00e0 della settimana con il padre e l&#8217;altra met\u00e0 con la madre&#8221; \u00e8 durato solo un anno senza complicazioni.    <\/p>\n\n<p>Sebbene fosse lei ad essersi trasferita e ad avere l&#8217;arduo compito di costruire un nuovo nido per s\u00e9 e per i suoi figli, il suo ex partner si \u00e8 messo in scena come una vittima, come un uomo ferito e abbandonato: senza parlare esplicitamente male di loro, ma intrattenendo con loro conversazioni non adatte ai bambini sul suo stato d&#8217;animo e sui suoi problemi.\nUna circostanza a cui la sensibile figlia adolescente era particolarmente suscettibile.\nAnche nel suo caso, i contatti non sono stati interrotti del tutto immediatamente e non con entrambi i fratelli.\nAnche questa madre ha vissuto inizialmente un&#8217;odissea di alienazione che si \u00e8 protratta per anni, caratterizzata da violenti litigi e attacchi fisici da parte dei figli, fino a quando la figlia ha infine rifiutato di vivere con la madre.\nInfine, si \u00e8 anche rifiutata di vederla.\nUn anno e mezzo fa, la figlia ha interrotto anche le residue e scarse comunicazioni via WhatsApp.     <\/p>\n\n<p>Poich\u00e9 il figlio continua a farle visita di tanto in tanto, gli esperti e i media non parlerebbero di una sindrome di alienazione.\nLa sua decisione di vivere solo con il padre all&#8217;et\u00e0 di 16 anni sarebbe probabilmente interpretata come un inconveniente del modello di doppia residenza.\nIl fatto che ancora oggi, all&#8217;et\u00e0 di vent&#8217;anni, non prenda mai l&#8217;iniziativa di incontrare sua madre \u00e8 visto da chi gli sta intorno come un&#8217;attenuante del comportamento tardo-puberale.\nLe righe che sua madre mi ha scritto di recente mostrano quanto sia diversa la situazione:   <\/p>\n\n<p>&#8220;Abbiamo parlato al telefono una settimana fa. Gli ho raccontato del mio incontro con suo zio, con il quale anche Alex (suo padre) aveva interrotto i contatti. Volevo dimostrargli che non accetto pi\u00f9 di interrompere i contatti e che nemmeno lui deve farlo. Simon, mio figlio, ha reagito con rabbia perch\u00e9 pensava che non fossero affari miei e che non dovevo farmi coinvolgere. La telefonata di mezz&#8217;ora \u00e8 stata caratterizzata da malumori e in seguito ero molto triste. Non \u00e8 solo l&#8217;allontanamento da mia figlia. La mia relazione con Simon \u00e8 come il ghiaccio nero, il rischio di scivolare \u00e8 enorme. Dopo la nostra telefonata, \u00e8 andato alla cena di compleanno di Alex con la sua ragazza e sua sorella. Povero Alex, l&#8217;uomo abbandonato dalla moglie! Sono passati pi\u00f9 di dieci anni da quando ho potuto festeggiare il mio compleanno con i miei due figli&#8221;.<\/p>\n\n<p>Compleanno&#8230; Questa parola ha riaperto le ferite del mio cuore.\nDa quando Marius aveva quattro anni, ho potuto festeggiare il suo compleanno solo due volte.\nLe due volte in cui la data cadeva in un fine settimana nel mio quartiere.\nAltrimenti, non ero solo &#8220;non invitata&#8221;, ma &#8220;inequivocabilmente indesiderata&#8221;.\nE se alcune persone pensano che si possa festeggiare il compleanno del proprio figlio prima o dopo, allora permettetemi di dire che questo \u00e8 altrettanto crudele di quando ti dicono che \u00e8 un bene che tu abbia ancora &#8220;contatti&#8221; con tuo figlio dopo la separazione.\nQuando, come madre, sognavi la &#8220;vita quotidiana&#8221; con tuo figlio&#8230;     <\/p>\n\n<p>\u00c8 possibile che le persone che non hanno vissuto una simile perdita non riescano a capire che per i genitori emarginati \u00e8 come se avessero perso il proprio figlio, anche se di fatto \u00e8 ancora vivo.\nConsigli benintenzionati del tipo &#8220;Devi solo avere pazienza per qualche anno. Vedrai, tua figlia\/il tuo figlio si render\u00e0 conto di quello che sta succedendo e vorr\u00e0 tornare da te&#8221; si rivelano, nella stragrande maggioranza dei casi, puri desideri.\nAnche se un giorno i figli si renderanno conto di aver assunto l&#8217;odio e la sminuizione di un genitore offeso (cosa abbastanza difficile), la vergogna e il senso di colpa che provano per il comportamento che si sono fatti assumere li ostacoleranno.\nNon \u00e8 raro che i figli allontanati scrivano al genitore &#8220;odiato&#8221; lettere rabbiose e sprezzanti.\nSpesso gli augurano la morte.\nQuesto spesso ferisce la madre\/il padre a tal punto che il suo amore per il figlio muore.     <\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Analogamente all&#8217;affidamento congiunto, l&#8217;affidamento condiviso aumenter\u00e0 il numero di bambini allontanati.<\/h3>\n\n<p>A differenza di molti esperti e politici, non credo che l&#8217;affidamento condiviso, cos\u00ec come viene ora discusso in Parlamento, protegger\u00e0 un maggior numero di bambini da questa forma di violenza psicologica.\nI genitori che mirano a vendicarsi del partner alimentando il disprezzo e l&#8217;odio dei figli nei confronti dell&#8217;altro genitore ci riescono anche se vedono i figli solo occasionalmente o ogni due fine settimana, come dimostra l&#8217;esempio della prima madre nel mio articolo.\nLa garanzia di un tempo di custodia dei figli pari al 50% con un estraneo fa inoltre il gioco di un tipo di estraneo particolarmente comune tra gli estranei di sesso maschile: Coloro che vogliono punire le loro partner femminili al momento della separazione, lasciandole al freddo dal punto di vista economico.\nPrendiamo l&#8217;esempio di una donna ticinese che ho incontrato lo scorso autunno.   <\/p>\n\n<p>Il suo era un tipico matrimonio da casalinga con un uomo che lavorava molto duramente e guadagnava molto bene.\nNonostante si sia occupata da sola dei figli per dieci anni (uno dei quali con esigenze particolari), il marito ha minacciato di portarle via i bambini quando si sono separati.\nAll&#8217;inizio l&#8217;ha tagliata fuori, si \u00e8 rifiutato di condividere con lei il patrimonio creato durante il matrimonio e si \u00e8 rifiutato di darle il mantenimento anche dopo la separazione.\nLe trattative legali si trascinano.\nPer sbarcare il lunario, questa donna sulla quarantina inizia a lavorare come operaia non qualificata in un istituto sociale, mentre il marito pu\u00f2 permettersi di registrarsi come disoccupato.\nLe sue azioni danno agli avvocati l&#8217;impressione che lei abbia meno capacit\u00e0 di occuparsi delle figlie, mentre lui ne ha di pi\u00f9.\nAnche le bambine non sono in grado di vedere chiaramente.\nSebbene sia la madre a vivere in un appartamento piccolo e angusto, mentre il padre rimane nella spaziosa casa di famiglia, le due bambine vedono la madre come &#8220;quella cattiva&#8221;.       <\/p>\n\n<p>Il culmine delle accuse contro la madre e il punto di svolta nel suo atteggiamento sono le vacanze estive dell&#8217;anno precedente.\nLa madre prende in prestito i soldi per un viaggio con i delfini per accontentare una delle figlie, che \u00e8 infatuata dei delfini.\nIn un primo momento, la figlia minore annulla il viaggio senza dare una motivazione.\nAlla fine, una settimana prima della vacanza, lo fa anche la figlia appassionata di delfini, dicendo: &#8220;Sei una donna cattiva. Poich\u00e9 pap\u00e0 deve pagarti gli alimenti, non ha pi\u00f9 i soldi per andare in vacanza con noi in estate. Ecco perch\u00e9 non verr\u00f2 a vedere i delfini con te&#8221;.\nSei mesi dopo, quando il padre vol\u00f2 a Disneyland in California con le due bambine, queste avevano gi\u00e0 dimenticato la sua confessione di povert\u00e0.\nLa madre, invece, \u00e8 talmente ferita da questo incidente che ha rinunciato a cercare di passare del tempo con le figlie.     <\/p>\n\n<p>Anche se ho sempre lavorato, devo dire che non riesco a capire l&#8217;equit\u00e0 quando il genitore che ha ridotto le proprie qualifiche professionali a causa del modello di famiglia congiunta (di solito le donne) viene lasciato senza una rete di sicurezza finanziaria quando si separa.\nNon posso fare a meno di notare che, per quanto diverse siano le storie e le situazioni sociali delle madri allontanate che ho avuto modo di conoscere, hanno una cosa in comune: I loro ex mariti hanno deciso di diventare mamme single.\nE, a onor del vero, va anche detto che questo comportamento non \u00e8 specifico per il genere.  <\/p>\n\n<p>Abbiamo bisogno di una condanna sociale e legale di queste pratiche.\nAbbiamo anche bisogno di procedure sociali, terapeutiche e ufficiali veramente efficaci.\nLa mediazione \u00e8 inutile in questi casi; inoltre, significa che la vittima della relazione genitoriale deve mettersi ripetutamente alla merc\u00e9 della violenza del suo partner.\nLo dimostra la storia di un&#8217;altra madre della Svizzera francese.\nLa figlia dodicenne ha gi\u00e0 interrotto completamente i contatti, ma il figlio di nove anni viene ancora a &#8220;visitare&#8221; la madre.\nInvece, come insistono le autorit\u00e0, la donna si reca a una sessione di mediazione dopo l&#8217;altra con l&#8217;ex marito.\nNon appena si rende conto che il mediatore lo vede, presenta una domanda di ricusazione e il mediatore viene sostituito.\nL&#8217;autorit\u00e0 avvia quindi un altro tentativo di mediazione secondo la massima: &#8220;Ai genitori deve essere ricordata la loro responsabilit\u00e0 genitoriale congiunta di giungere ad accordi nell&#8217;interesse dei loro figli&#8221;.       <\/p>\n\n<p>Gli esperti continuano a ignorare il fatto che ci sono persone che fanno di tutto per impedire un dialogo comune.\nCos\u00ec, per non essere considerata non collaborativa dalle autorit\u00e0, questa madre deve essere ripetutamente sgridata dal marito durante le sessioni di mediazione.\nPerch\u00e9 ovviamente non riesce a parlarle con un tono normale.\nL&#8217;attuale mediatore alla fine ha avuto piet\u00e0 di lei: &#8220;Signora, non posso proibire a suo marito di urlarle contro, ma le permetter\u00f2 di smettere di guardarlo. Pu\u00f2 guardare fuori dalla finestra se si mette a urlare di nuovo&#8221;.   <\/p>\n\n<p>Iulia Varga<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;anno del nostro anniversario, il 2024, lanciamo la nuova serie di blog &#8220;Esperienze di genitori single&#8221;, in cui condividiamo con te esperienze personali, richieste e consigli di genitori single. Leggi quanto \u00e8 doloroso quando una madre perde il proprio figlio quando si separano. In passato, per la privazione della custodia. Oggi attraverso l&#8217;alienazione. 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